sabato 16 aprile 2011

MANGIARE E PAPPARE A MASSA LUBRENSE

Si, mi piace cominciare proprio da qui.
Dalla cosiddetta "Terra delle Sirene", la cui rara bellezza ha dato spunto ad intrecci di mitologia storia e letteratura.
"La maggior parte degli studiosi del settore individuano nel piccolo arcipelago de Li Galli le mitologiche isole delle Sirene. C'è chi asserisce che le Sirene vissero proprio su questi scogli e chi invece identifica la terra delle Sirene con il Promontorium Minervae. I fautori di questa seconda teoria sostengono che successivamente, dopo il passaggio di Ulisse, primo mortale a resistere al loro canto, queste mitiche creature si gettarono in mare, annegarono e si tramutarono in questi scogli. Ma in Omero le Sirene sono solo due (Telxiope e Aglaofone) e gli scogli sono tre (i maggiori) e allora si dovrebbe dare ascolto a Licofrone che ne nomina tre: Partenòpe, Leucosìa e Lìgeia figlie di una musa (ma non si sa quale fra Calliope, Tersicore o Melpomene). Invece secondo la tradizione antica le Sirene erano figlie di due divinità marine: Forco e Cheto."

Su Massa Lubrense, suggestivo comune della provincia di Napoli, è stato scritto molto, anzi moltissimo. Ma non è stato scritto tutto, perché chiunque ha la fortuna di visitare la sua campagna, la sua collina ed il suo mare, racconterà di essere stato rapito da emozioni sempre diverse.
Personalmente, pur non risiedendovi stabilmente, l'ho vissuta in tutte le stagioni da quarantotto anni a questa parte, ma ogni volta che ci ritorno scopro nuovi colori, nuovi odori, nuovi sapori che riescono sempre a stupirmi e ad emozionarmi, come succedeva quando ero un bambino e di quelle sensazioni iniziavo a prendere coscienza.
In questi lidi storia, mitologia e letteratura si intrecciano anche in cucina e tante sono le prelibatezze che ancora oggi si possono gustare.
E proprio su queste leccornie mi piacerebbe soffermarmi, addentrandomi in quelle sapienti alchimie, tramandate da padre in figlio, che riescono a soddisfare anche i più esigenti, ricostruendo l'evolversi di quelle ricette che oggi ci regalano delle pietanze che rasentano la perfezione, deliziando i palati dei "mangioni".
Parlerò meno, o forse nulla, dei "Papponi" che, per i loro biechi interessi economici e la brama di "pappare" hanno, nel corso di trent'anni, violentato senza pudore il paesaggio e la sua natura(v.abusi edilizi, scarichi abusivi e quant'altro).


06/08/2010

MASSA LUBRENSE: ABUSIVISMO EDILIZIO SULL´ISOLOTTO DI EDUARDO DE FILIPPO, IL COMUNE INTERVIENE DOPO UN ANNO.

Massa Lubrense: Abusi edilizi sull’isola di De Filippo.
di Vincenzo Maresca.
Massa Lubrense. Lo scandalo dell’abusivismo edilizio non risparmia nemmeno l’isola appartenuta al grande maestro della scena Eduardo De Filippo, l’isolotto d’Isca che dalla penisola sorrentina si affaccia sul versante salernitano a metà strada tra la baia di Recommone e l’insenatura del fiordo di Crapolla, in area paesaggistica vincolata, all’interno della riserva marina protetta di Punta Campanella. Sono stati gli uomini del commissariato di Sorrento coordinati dal vicequestore Antonio Galante in una operazione congiunta con i militari della guardia costiera della capitaneria di porto di Castellammare di Stabia coordinati dal comandante Demetrio Antonio Raffa a portare allo scoperto una serie di interventi di ristrutturazione delle aree già edificate che occupano il famoso isolotto. Battuta l’intera superficie di oltre 20mila metri quadrati gli inquirenti con l’ausilio di personale dell’ufficio tecnico del Comune di Massa Lubrense e della polizia scientifica hanno riscontrato evidenti difformità tra le opere in corso di edificazione e quanto previsto dalla documentazione grafica protocollata presso l’ente comunale ed autorizzata dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici per l’alto valore ambientale che riveste uno storico isolotto inserito nella geografia della riserva marina e dove ritrovamenti archeologici dimostrano con evidenza che fu edificata in epoca romana una villa che comprendeva due ninfei ricavati in grotte naturali. Scontata la denuncia alla procura oplontina per il reato di violazione urbanistica ed ambientale del proprietario degli immobili presenti sull’isolotto d’Isca, del direttore dei lavori, noto professionista sorrentino, della impresa esecutrice delle opere di Sant’Agata sui due Golfi di Massa Lubrense. La villa, appartenuta ad Eduardo De Filippo in seguito all’acquisto dell’intero isolotto che era di proprietà di Vittorio Astarita figlio di un banchiere di Massa Lubrense, con le relative pertinenze è stata posta sotto sequestro ed affidata in custodia giudiziaria al custode che vive sull’isolotto. Tra le discordanze più evidenti, in una attività di ristrutturazione edilizia che sull’isolotto d’Isca procedeva da circa un anno, la nascita di solai di copertura per una superficie di oltre 200 metri quadrati con un intervento privo di concessione rilasciata dagli enti di competenza ed il conseguente sequestro dell’area di cantiere interessata dall’abuso da parte degli investigatori. Ulteriore dossier fotografico è stato consegnato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per il successivo vaglio di situazioni di carattere edilizio dal dubbio profilo per quanto riguarda la legittimità delle opere. In particolare gli uomini coordinati dal vicequestore Antonio Galante hanno riscontrato ammassi di materiale proveniente da scavi utilizzati per livellare ulteriori zone di terreno e comunque non trattati in maniera idonea per il conseguente smaltimento. Modificata anche la pedana di accesso all’isolotto che appare di superficie maggiore rispetto alle autorizzazioni rilasciate dagli enti preposti e comunque visibilmente diversa a fronte del moderno attracco rifatto all’epoca dall’ingegnere Pacifico sotto la supervisione di Eduardo De Filippo che aveva richiesto un molo piccolissimo alto circa un metro collegato alla costruzione da una scalinata di mattoni rossi.

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